Safeguarding Policy

Il safeguarding nelle associazioni sportive in Italia è diventato un obbligo preciso e strutturato, soprattutto dopo la riforma dello sport.
Una recente  normativa, i  DD.Lgss. e  la Delibera 255 del 25 luglio 2023, obbliga tutte le associazioni sportive ad  adottare la SAFEGUARDING Policy, misure strutturate  per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione.

Cos’è il safeguarding

È l’insieme di misure, procedure e controlli che le organizzazioni sportive devono adottare per prevenire:

  • abusi e molestie
  • violenza di genere
  • discriminazioni
  • comportamenti lesivi verso minori e persone vulnerabili

Responsabile del safeguarding

Il responsabile dell’associazione è Maria Grazia Rizzetto.

Il socio che ravveda situazioni gravi e perpetrate può segnalare al Responsabile, attraverso una apposita mail safeguardinglapiave26@gmail.com, nella massima riservatezza, azioni che riportino:

a) l’abuso psicologico;
b) l’abuso fisico;
c) la molestia sessuale;
d) l’abuso sessuale;
e) la negligenza;
f) l’incuria;
g) l’abuso di matrice religiosa;
h) il bullismo, il cyberbullismo;
i) i comportamenti discriminatori.

Il quadro normativo deriva principalmente dal D.Lgs. 39/2021 e dal D.Lgs. 36/2021, che impongono modelli organizzativi e codici di condotta specifici.

Le misure richieste per garantire un ambiente sicuro e inclusivo, come previsto dalla riforma dello sport sono le seguenti:

Obiettivi del safeguarding

Secondo la normativa, gli obiettivi principali sono:

  • tutela dei minori
  • contrasto alla violenza di genere
  • prevenzione delle discriminazioni
  • promozione di un ambiente sportivo rispettoso e sicuro.